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maitexav.JPG (21066 byte) Maite & Xavier (Mitici Spagnoli)

Coppia di spagnoli simpaticissimi di quelli che dici "alla loro età spero che sarò così"

Risaliamo in macchina, ma stavolta, con un grande gesto cavalleresco, mandiamo davanti le ragazze e noi nell'ultimo seggiolino.

FINE DELLA PACE NEL GIPPONE, iniziamo subito tirando fuori tutte le canzoni in spagnolo che conosciamo vedi:

Cielito Lindo (un must), Besame mucho, Granada, Guanta la Mera (ora mi faccio dire da GG come si scrive, GG sa sempre tutto), etc etc.

Maite canta bene, Xavier canta (o almeno ci prova), le ragazze cantano benissimo, anche su un poco timide e l'autista ride sotto i baffi (non sò, di tutti quelli che ha portato a fare il tour, in quanti si siano messi a cantare a squarcia gola, ma non credo molti).

Finito il repertorio spegnolo-messicano ci lanciamo nei grandi classici da gita:

Quel mazzolin di fiori, Bella Ciao..

e un po' di politica:

La Locomotiva (questa strofa per GG: la bomba proletaria che illuminava l'aria, la fiaccola dell'anarchia)

e la versione rivisitata dal Cala

Acqua Azzurra, Acqua Chiara e cioè Agua Azul Agua Clara

Il gruppo ormai è unitissimo.

Approfondiamo l'amicizia con Maite e Xavier, di Alicante, con figlie libere e, a detta di loro, "muy ermose" e desiderose di "accasarse".

Chiadiamo alla Co di chiedere all'autista se è possibile fare il bagno ad Agua Azul, lui risponde un qualcosa che noi non capiamo al che la Co si volta1 e sintetizza quello che ha detto l'autista come segue:

- "L'acqua fà cagare!!!"

Risata generale e ridendo e scherzando arriviamo a Agua Azul.

 

aguazul3.JPG (117934 byte)

AGUA AZUL

L'autista ci da un'ora per visitare il luogo.

L'acqua, come pocanzi aveva sentenziato la Co, è marrone, ma noi non ci scoraggiamo e iniziamo la visita del luogo.

Costeggiando le cascate sulle destra e le bancherelle di gingilli sulla sinistra arriviamo nel punto più alto di Agua Azul, da dove si può ammirare un paessaggio bellissimo.

Il percorso è un poco accidentato e la Co trova qualche difficoltà.

Tra noi toscani si scatena la sfida a chi arriva per primo a salvare la fanciulla e vince il Cala (piccola nota tecnica: il Cala, tra le tante, soffre di vertigini quindi vi lascio immaginare il salvataggio) che la trae in salvo da un traballante ponticino aereo fatto di legni fradici.

La nostra ora d'aria stà per finire e quindi ci fumiamo una sigarettina tutti insieme e ritorniamo al gippone.

MISOL-HA'

Un'altra oretta di macchina all'insegna delle "bischerate" (toscanismo!) e arriviamo a Misol-Hà, ovvero stupenda cascatona di 30 metri in mezzo alla foresta. Lo scenario è da togliere il fiato (e anche il caldo ha su di noi un effetto simile), facciamo il percorso per arrivare sotto, qualche foto e torniamo su.

Il Caldo imperversa e la tentazione di buttarsi in acqua è incredibile al che arriva la propostona di Maite:

- Fate pure il bagno che la roba e i soldi ve li tengo io

Mentre finisce di dire "...tengo io" siamo già tutti in costume e ci cimentiamo nella discesa del dirupo che ci divide dall'acqua fresca e stavolta, anche LIMPIDA.

Dopo tutte le scalate di tutte le Piramidi del Mexico (imposteci da GG), vedere le nostre nuove amiche in costume in mezzo all'acqua ci crea degli scompensi ormonali non indifferenti, ma riusciamo a superare anche questa tremenda piramide (metafora, lo spiego perchè non si sa mai, in internet ci entrano tutti) e sguazziamo tutti tranquillamente in mezzo all'acqua.

Nota per i genitori della Co, Lucia e Benedetta, se mai vedranno questo site web:

- Le ragazze sono molto belle e simpatiche, quindi a voi i ns. complimenti.

- Noi siamo trentenni svegli, credo simpatici, vissuti, in salute, (io sono anche belloccio, sempre il vantaggio di essere WebMaster, se volete vi faccio un corso accelerato) pronti a tutte le esperienze che la vita ci offre però

TRANQUILLIIIIII!!!!

Le ragazze, per quanto ne sappiamo, ma principalmente per quanto ci riguarda, durante la vacanza, sono rimaste ILLIBATE AAAHHH!!! (leggere alla siciliana, con un po' di cantilena) quindi niente paura.

Torniamo a noi.

Il tempo ci è tiranno come pure l'autista del gippone e quindi dobbiamo uscire da quel paradiso terrestre.

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